The Glorious Reclamation

6-12 Sarenith 4715, Quantium – Alkenstar

Il viaggio con la carovana di devoti Pharasmiti è piacevole. Gli eroi scoprono ben presto di essere stati inseriti all'interno di un gruppo che compie ogni anno un viaggio rituale verso Ecanus, per rendere tributo ad un drago d'ombra di nome Ghostmaw ("Fauce Fantasma"), il cui aiuto è essenziale per tenere a freno i non-morti che vagano nelle Desolazioni e che di quando in quando tentano di assalire villagi e insediamenti al confine con Nex. Padre Morani, il chierico della Dea che guida i pellegrini, porta con se' un ricco e ben protetto tesoro nonché due donne mwangi accusate di essere assassine seriali e cannibali. Benché Alexeara contesti l'usanza, non è in suo potere fare alcunché per impedirlo. Chiusa nei suoi pensieri, lascia che il resto del gruppo stringa relazioni con i devoti e tra loro. 

E' Bavil in particolare ad essere messo sotto esame. Il mezzelfo organizza con Puk una toccata e fuga all'intero del vagone-forziere "a meri fini di studio", e qui i due scoprono oggetti d'arte e gioelli di grande valore. Ma dopo che il koboldo ha reso edotti i suoi compagni delle scoperte, pizzica l'archeologo da solo in compagnia dei preziosi. L'eroe è troppo ingenuo per farsi delle domande, ma i suoi compagni lo sono meno. Quando Beravacru scopre dal sacerdote di Pharasma che il rituale con il drago prevede un'attenta pesatura del tesoro, inizia a temere il peggio, sicuro com'è che mancherà sicuramente qualcosa sulla bilancia. Accusato, Bavil si difende dichiarandosi offesto dalle illazioni, decidendo di passare il resto del tempo del viaggio più con le signore della carovana che con gli eroi.

Senza prove per accusarlo se non l'atteggiamento truffaldino, anche Amhala è costretta è lasciar correre, né il caso viene sottoposto ad Alexeara, che resta ignara di tutto. I giorni seguenti sono interrotti solo verso la fine da un incontro fortuito con una tribù di barbari delle piane che chiede un sostanzioso pegno per lasciare in pace la carovana e proseguire. Bavil generosamente si offre di pagare il pegno, forse per farsi scusare del suo atteggiamento, forse semplicemente perché è una bella persona.

Cosa che non si può dire certo dei nostri eroi che, giunti ad Ecanus e recuperati dei cavalli e delle provviste per raggiungere Alkenstar (incredibilmente scambiati dal mezzelfo con delle splendide pietre d'onice), alle prime luci dell'alba lasciano i pellegrini e la città a subire la prevedibile collera del drago d'ombra.

Il viaggio lungo la Via degli Dei è tranquillo, nonostante l'instabilità della magia sia percepible a pelle. Dopo ulteriori due giorni, finalmente di fronte al gruppo si staglia – adagiata su un ampio altopiano – la Metropoli Meccanica, ricca di ciminiere, fumi mefitici e strani oggetti volanti che solgano i cieli.

4-5 Sarenith 4715, Quantium

Dopo solo un giorno dall'arrivo alla magnifica metropoli, grazie alle ramificate affiliazioni della Spira il gruppo è messo in contatto con una carovana diretta ad Alkenstar. Pochi i preparativi e quasi tutti sono finalmente pronti a partire verso le lande infestate di non morti di Geb.

2-3 Sarenith 4715, Kenabres – Sothis

La proposta di Beravacru inspiegabilmente sembra essere la più apprezzata, forse perché l'alternativa è morire divorati o cercare nell'Ustalav antichi vampiri guerrieri. Quando Alexeara chiede al gruppo come fare per mettersi in contatto con Arazni, le risposte sono le più varie. Il sarkoriano propone addirittura di entrare in possesso – non specificando come – delle antiche e segrete reliquie dell'Araldo, così da fargliene dono. Alexa rifiuta categoriamente un atto così assurdo, rischioso e contrario non solo al buon senso ma ad ogni principio morale. Il suo rispetto per i cavalieri di Ozem è totale.

Affidandosi alla volontà di Iomedae, l'indomani il gruppo si prepara per questo assurdo viaggio verso Geb. Grazie al potere di Amhala in pochi battiti di cuore tutti giungono nell'assolata periferia di Sothis, capitale di Osirion. Da qui la strada per la Spira è breve, guidati come sono dal passo sicuro della donna, tornata ora dopo decenni nel suo luogo natio. Mantenendo il controllo delle sue emozioni, la maga conduce i suoi compagni al tempio di Nethys, dove sono calorosamente accolti da Mustaphad, una vecchia conoscenza di Amahla dal suo periodo di noviziato. L'uomo è ben felice di essere d'aiuto, prodigandosi perché possano mettersi in viaggio verso sud il prima possibile e consigliando loro di cercare un'anziana studiosa di nome Rijanna Mundi, da qualche mese in esplorazione delle terre di confine tra le Desolazioni del Mana e Geb. Uno degli anziani viene facilmente convinto a fornire al gruppo una sorta di lasciapassare con il quale ufficializzare il proprio viaggio.

La notte Kup decide di esplorare in segreto i quartieri limitrofi al tempio, convinto di dover contribuire alla causa della giustizia. Quando però nota che le strade, ora silenziose, sono ben pattugliate dalle forze del Faraone, si convince che sia comunque opportuno pubblicizzare in città il nome del mitico Puk il Giustiziere. All'interno di una delle prime locande, il koboldo non viene preso molto sul serio, complice il fatto che non parla una parola di osiriano e la sua stessa natura. Oggetto di ammiccamenti e risate viene convinto ad unirsi al tavolo di un gruppo di beoni, i cui liquori hanno la meglio sulla sua capacità di concentrazione.

Prima di finire a galleggiare nello Sphynx senza le sue amate corna, Kup viene preso in disparte da un giovane mezz'elfo che non solo gli fornice qualcosa in grado di fargli passare l'effetto dell'avvelenamento subito, ma che cerca in qualche modo di convincerlo a dargli man forte per una non ben precisata "missione esplorativa" nei pressi del palazzo reale, alla città vecchia. Kup – e poi addirittura Puk – lo redarguisce sulle sue reali intenzioni ma poi promette di essere presente l'indomani notte.

Di ritorno al tempio, dopo aver invano tentato di convincere ad intervenire i suoi assonnati compagni, si mette a dormire il sonno dei giusti. Di mattina, poche ore prima della partenza per il viaggio, il koboldo ribadisce la sua intenzione di portare giustizia in città e catturare il ladro. Alexa lo convince a girare l'informazione alle guardie cittadine (così da non perdere tempo), mentre Amhala sentito che il tizio si chiama Queen di cognome, esattamente come una sua cara amica ustalaviana, decide di prevenire le mosse di Kup per scoprire qualcosa di più. Così mentre il koboldo tenta per ore di convincere qualcuno a dargli retta, la donna e Beravacru scoprono dove il mezzelfo alloggia. Qui ne fanno la conoscenza, accertandosi che davvero è fratello di tale Skyla Queen. Prima che i convenevoli possano continuare il sopraggiungere delle guardie cittadine mette in allarme lo "studioso". Amhala lo pone di fronte ad una dura scelta: o li segue nella loro missione fornendo il suo aiuto al gruppo o farà si che venga trovato e messo in prigione.  Esasperato dalla situazione Bavil è costretto ad accettare. Si congeda a malincuore dalla donna celestiale e fugge con le sue cose dalla finestra della casa, salvo poi dirigersi per tempo alla Spira. I soldati prendono atto di aver trovato la casa di un trafficante di reliquie ma non sembrano particolarmente propense a condurre le indagini. Kup, solo parzialmente soddisfatto, torna indientro.

Giusto in tempo per vedere "il ladro" discutere con le guardie del tempio per poter entrare. Prima che la situazione degeneri ulteriormente, Amahala mette pace e convince il sopraggiunto Mustaphad che il gruppo ora è pronto a partire senza indugio. Lo studioso se ne compiace e rivela, con grande sconforto di Bavil, che la meta finale è Geb's Rest, al confine con le Desolazioni, ma che per raggiungerla bisognerà usare mezzi più tradizionali a causa delle pesanti interferenze magiche della regione. L'uomo consegna il lascia passare richiesto, assieme alle indicazioni su come muoversi una volta arrivati a destinazione. Un nuovo teletrasporto conduce il gruppo e il suo nuovo affranto acquisto a Quantium, capitale di Nex.

1 Sarenith 4715, Kenabres

Dopo la recente incursione nella Piaga, Alexeara è tornata più pensierosa del solito. La missione si è conclusa con successo, ma un successo risicato. Forse uno sbaglio di strategia, forse una disattenzione, ma questa volta il risultato non è stato soddisfacente, solo una vittoria di misura contro dei demoni di ben poco conto. Le ferite della paladina si sono rimarginate quasi subito, ma nel suo animo qualcosa è in fermento.

Kup, Beravacru e Amhala si svegliano di buon mattino, ma non trovano in caserma la loro compagna e gli altri crociati non sanno dove sia. Un breve giro per la città alta non è d'aiuto. Sicuri che sia solo un momento passeggero, decidono di prendersi un po' di tempo per se'. E mentre Kup e Beravacru girano per Kenabres con agio, Amhala si dirige alla biblioteca dell'Ala Spezzata per continuare i suoi studi.

Caso o destino, è proprio qui che la donna incontra Alexeara, intenta a studiare antichi tomi di argomento religioso e mappe dell'Avistan centrale con un elfo di nome Aravashnial. La curiosità ha il sopravvento e il motivo che incupiva la paladina è presto svelato.

Alexeara è tormentanta da una visione inusuale: scene di un remoto passato le mostrano una tempesta di neve tra montagne scoscese, una lotta tra draghi e uno di questi, un drago d'oro, pare soccombere. Le scene si ripetono da diverse notti e con la medesima intensità, segno più che evidente che non si tratta di sogni ma di una delle visioni che la Dea è solita concederle.

Le indagini condotte fino ad oggi hanno portato a pochi risultati. Ella sa, anche grazie alle informazioni fornitegli dall'elfo, che pochi anni prima che Iomedae ascendesse al rango di divinità tentando la prova della Pietra, un nobile drago d'oro di nome Parnoneryx divenne suo compagno nella lotta contro il Tiranno e le sue armate, dimostrandosi un prezioso alleato per le vittorie della Crociata. Quando poi la Dea si congedò, egli continuò ad adoperarsi per la causa. Tuttavia, salvo alcune vaghe storie, del suo destino si è persa traccia.

Come fare dunque a trovare ulteriori indizi? Coloro che vissero al tempo del Tiranno ed ebbero modo di conoscere Iomedae sono morti. I suoi nemici, se sopravvissuti allo scorrere dei secoli, sono creature di indicibile malvagità e potere. 

Ricerche ulteriori hanno messo Alexeara sulle tracce di un altro drago, una delle progenie di Zedoran di nome Azrivauxus. La creatura cercò di emulare le orme del genitore, ma venne sconfitta proprio da Parnoneryx e costretta a fuggire a nord. Potrebbe essere la chiave per avere le informazioni che servono, ma oggi la tana del drago verde si trova all'interno della Piaga, nel Bosco Alato, ed è diventato compagno di una succube di nome Zelmisdria, la cui fama è sufficiente a mettere il terrore nel cuore di non pochi crociati.

Ora anche ad Amhala è chiara la ragione dello sconforto di Alexeara. 

La sera, di ritorno alla caserma, la paladina racconta il suo cruccio ai propri compagni. Beravacru sembra scherzare quando proprone di chiedere informazioni ad Arazni, ma per quanto folle non è una proposta più folle che affrontare un viaggio nella piaga per consegnarsi nelle mani di due creature psicopatiche. 

The Glorious Reclamation

Vendetta Infernale Dau_d