ARAZNI

ARAZNI

 

Nel 3745 secondo il conto di Absalom, le razze libere risposero alla chiamate alle armi di Taldor contro il blasfemo dominio di Tar Baphon, ma quella che allora fu chiamata la Crociata Splendente durò assai più di quanto creduto, avendo male stimato la potenza del nemico. Fu così che l’araldo del defunto Aroden e patrona dei Cavalieri di Ozem venne convocata tra i mortali affinché portasse il suo aiuto contro il Tiranno. Era il 3818 e per cinque anni ella combatté al loro fianco contro le orde non morte, ma il Nemico si dimostrò troppe tenace. Arazni fu catturata, imprigionata, torturata e abusata dalla sadica volontà del lich che infine le strappò la vita come si recide un fiore. Il suo corpo, a motivo di ulteriore scherno, fu poi scagliato tra le fila dei Cavalieri, suscitando orrore, disgusto e profondissimo sconforto.

 

Le spoglie furono portate là dove oggi sorge la città di Vigil per essere sepolte con i dovuti onori. Tuttavia nemmeno in morte Arazni trovò pace. A causa dello spirito guerriero di alcuni cavalieri, per i quali il solo vigilare sul Tiranno non era sufficiente alla propria sete di gloria, venne intrapresa una missione contro l’arcimago Geb ed il suo regno di non-morti.

 

Nel 3889, l’ormai anziano maestro e comandante Claidius Barronmor tentò infatti di riaccendere la fiamma della Crociata inviando sei cavalieri nella città di Mechitar e sabotarne le difese: Bhedlis, Fallenstag, Ghuzmaar, Ilverazto, Yhalas, e Barronmor suo nipote.

 

Ma Geb non è spirito da prendere alla leggera. Lo spettro, forte del suo immenso potere, catturò i cavalieri e li trasformò in schiavi. Essi tornarono a Vigil un anno dopo, profanarono la tomba di Arazni e ne trafugarono le spoglie, uccidendo chiunque intralciasse il loro percorso. Quando i Cavalieri si ripresero dall’attacco e deciso di reagire, trovarono a Mechitar un’orrenda sorpresa: Arazni era stata riportata all’esistenza, ma sotto forma di un lich blasfemo, avvolta in preziosi abiti e adorna di gioielli. Essi tentarono di distruggere l’abominio, ma non poterono far altro che mettersi in salvo, tanto era il suo potere. I pochi che tornarono vivi riferirono al Lord Osservatore la loro macabra scoperta e consegnarono all’Ordine, affinché li mettesse al sicuro in luoghi segreti, quattro vasi canopi usati da Geb nel rituale di necromanzia usato su Arazni.

 

Ancor’oggi colei che fu Araldo di Aroden trascorre la sua esistenza a Mechitar, investita del ruolo di governare per mandato di Geb la sua nazione di non-morti, desiderosa di potersi riappropriare dei vasi che le furono sottratti e covando in se’ l’odio per tutto quello che fu gloria e vanto del suo passato.

ARAZNI

Vendetta Infernale Dau_d