Al cuore del problema

24 Sarenith 4715, Cittadella Dinyar

Amaranth, considerando completata la sua missione, si congeda dal barone Fex e dai suoi compagni, poco interessato a vedere con i suoi occhi la reliquia. Gli altri si dedicano ai loro diversi affari, fino a che la sera, durante la cena comune, Ountor annuncia ai cavalieri e agli ospiti l'evento: la sacra reliquia di Iomedae è stata consegnata dal destino nelle mani dell'Ordine e ciò è un segno della giustezza della loro causa e del loro credo. Durante la cerimonia della sera verrà mostrata a tutti.

E così è. Al termine di un lungo rituale i maggiori chierci delle cinque fedi portano all'altare il baule trovato dagli eroi e la paravincar Dominica Clara alza al cielo niente meno che Heart's Edge, la spada brandita da Iomedae durante la sua vita terrena.

Quale glorioso destino si prospetta ora per l'Ordine?

20 – 23 Sarenith 4715, Umok – Cittadella Dinyar

Con grande delusione del barone Fex, il gruppo si rimette subito in viaggio verso la fortezza dei Cavalieri Infernali. Il viaggio è privo di incidenti e il solstizio viene festeggiato al campo. Verso la sera del 23, dopo aver percorso una strada di montagna piuttosto difficoltosa, vengono accolti dal littore Ountor, cui è consegnata la reliquia di Iomedae. Ai viaggiatori è assicurata l'ospitalità fino a che vorranno restare.

19 Sarenith 4715, Umok

La notte ha portato consiglio e riposo. Tuttavia, quando nelle stanze della locanda si aprono le imposte per far luce e cambiare aria, quel che il gruppo vede è uno spettacolo preoccupante. Ovunque sui tetti e sugli alberi stormi di uccelli di ogni tipo si sono posati in un silenzio spettrale. Dopo pochi secondi qualcuno di questi si alza in volo, lanciandosi contro Morrigan al davanzale. La donna prontamente chiude la finestra, lasciando che l'uccello si schianti contro il vetro e muoia per l'impatto.

Gli ospiti della locanda sono atterriti, infatti chiunque esca in strada rischia di venire attacco dagli stormi appollaiati un po' ovunque. Il panico cresce quando dalle finestre si intravede una figura di un fatato aggirarsi tra le case. Amaranth e Morrigan decidono di rischiare ed uscire per rintracciarlo, poichè potrebbe fornire le risposte che cercano per mettere fine ai problemi di Umok e poter riprendere il viaggio verso la Cittadella.

Nonostante l'assalto subito dagli stormi, i due raggiungono un giardino nel quale la creatura simile ad un fauno suona il flauto, apparentemente affascinando gli animali che ancora girano per la città. Alle domande degli eroi non risponde, se non con una sola frase prima di congedarsi e sparire: "Riconsegnate lo gnomo".

Non resta che far convocare un consiglio cittadino, nel quale i capifamiglia gnomici discutono – piuttosto animatamente – su chi sia questo gnomo e sul perchè i fatati siano infuriati con loro. Uno sguardo sfuggevole a Milla fa capire a Morrigan che la strega sappia più di quanto abbia detto.

E infatti, tornati alla locanda, la donna rivela all'amica la verità: durante uno dei suoi soliti giri per il bosco all'inizio della primavera si è imbattuta in un sabba. All'inizio ha ignorato la cosa, ma quando il rito è diventato più frequente e sfacciato ha scoperto con grande sconcerto che qualcosa stava influenzando negativamente il bosco, tanto che circa un mese fa la natura sembrava ancora in stasi. Preoccupata, ha chiesto aiuto a Challo e Mirtha perché indagassero sui fatti. La driade non sembrava preoccupata, a differenza dello gnomo che invece si è subito impegnato ad indagare. Tuttavia il paladino non ha mai riferito nulla né mai è tornato in città per vivere il suo mese in famiglia. E proprio da allora sono iniziati gli attacchi.

Morrigan ringrazia la donna e con Lucrezia ed Amaranth decide di mettere fine a questa storia o, quanto meno, ottenere dalla driade l'incolumità per se' stessa ed il suo gruppo. Seguendo le indicazioni della changeling, il gruppo raggiunge il Lago della Driade, non prima di aver affrontato uno scontro con un orso che mostra chiari segni di corruzione.

Parlare con Mirtha non è facile: la driade, innamorata di Challo, lamenta che lo gnomo pur essendo tornato dal sabba e apparentemente dormiente ai piedi dell'albero, non è lì con lei. Convinta che il patto sia stato rotto e che gli abitanti della città siano responsabili dell'inganno nei suoi confronti, ha deciso di vendicarsi.

I tre cercano di capire qualcosa di più, ma riescono solo a strapparle una promessa: se le riporteranno l'arma del paladino, avranno il permesso di allontanarsi incolumi da Umok. Non avendo molte altre possibilià di scelta, gli eroi accettano e con Iko in testa si portano al luogo del presunto sabba.

L'espolorazione rivela la violenza con cui i cultisti celebrano i loro riti attorno ad un menhir coperto di simboli arcani e dall'indiscutibile potere. Per venire a capo del problema non resta altro che attendere la notte.

L'attesa è premiata quando da lontano una cacofonia di suoni striduli e canti blasfemi riempie l'aria: fatati di rara bruttezza sono accompagnati da creature femminili simili a fauni che suonano tamburelli e flauti. Dopo qualche minuto una tiefling entra nell'area, accolta dall'ovazione della folla. Porta con se' un'altra creatura fatata, la cui bellezza è stata deturpata da atti di crudeltà. La donna dà inizio al rituale, dichiarando che questa sarà l'ultima notte di attesa: la Porta sarà manifesta ed un nuovo mondo potrà soppiantare il vecchio! Con uno spadino sgozza la ninfa e poi la pugnala ripetutamente, spargendo il sangue sul menhir, che sembra rispondere con una sottile luminescenza; dopodiché inizia una danza seducente attorno alla pietra. La folla reagisce lasciandosi trasportare dai propri istinti più bestiali.

Lord Amaranth decide intervenire per mettere fine al rituale, ma la donna è più accorta e sfuggevole di quanto l'apparenza possa sembrare, evitando di essere interrotta. Disturbati, alcuni dei fatati fuggono dalla paura mentre gli altri si avventano furiosi contro gli intrusi.

Il combattimento sembra favorire il gruppo di eroi quando la tiefling, con movimenti suadenti e gesti arcani, ottenebra la mente di Amaranth costringendolo a danzare con lei attorno al menhir. Lucrezia e Morrigan non possono far altro che disporre degli ultimi fatati prima di decidere su come intervenire per salvare la situazione.

Tuttavia le Stelle sono ormai giuste e il menhir esplode in migliaia di frammenti, scatendando una specie di terremoto nella radura. Da un pozzo di vuoto cosmico al di sotto del monolite sorge una creatura mostruosa dagli infiniti occhi e tentacoli che stritola la tiefling e la divora, pronta a imporre il suo dominio su chiunque le si opponga.

Lo scontro contro la progenie di Yog Sothoth è reso più difficile dall'aria di follia che lo circonda. I suoi tentacoli si abbattono sugli eroi afferrandoli o scaglandoli in giro, le bocche cercano di mordere e ingoiare, mentre in una lingua sconosciuta blaterano di orrori cosmici e devastazione. Sorella Lucrezia viene divorata, finendo all'interno di uno spazio fatto di pura oscurità e silenzio che mette a dura prova la sua salute mentale. Sorella Morrigan viene stritolata ma prima di esalare l'ultimo respiro si vota ad Asmodeus, supplicandoli di salvarla. Solo Amaranth continua a resistere e quando tutto sembra perduto l'ultimo colpo di spada squarcia il ventre del mostro, liberando sorella Lucrezia e mettendo fine all'orrore. Le prime e immediate cure salvano Morrigan da una fine certa.

Sconfitto il mostro e trovata l'arma di Challo nel covo della tiefling, gli eroi rispettano i termini del patto assunto con la driade. Potranno abbandonare Umok senza ulteriori attacchi; poichè la causa del male che aveva contaminato Challo è stata ugualmente sconfitta, permettendo all'anima dello gnomo di fare ritorno, anche la cittadina sarà lasciata in pace.

Rientrano quindi in città e si godono il meritato riposo.

16-18 Sarenith 4715, Saringallow – Umok

Di buona mattina l'archibarone Fex, Fasth, Kairo, Amaranth, Lucrezia e Morrigan sono di nuovo in marcia per raggiungere la cittadella Dinyar. A bordo di un carro spettrale il gruppo si dirige dapprima lungo la Strada Imperiale verso Wolfpoint, poi seguendo una vita secondaria che dimostra ampiamente lo scarso investimento del Luogotenente raggiungono l'insediamento gnomico di Umok, alle pendici del Chitterwood, non prima di essere aggrediti da un branco famelico di lupi.

Eliminata la minaccia, il gruppo viene fatto accedere alla città, con l'avvertenza di non disturbare gli animali. Sembrano frasi di routine, ma quando la sera il gruppo sta cenando, in strada una rissa tra gnomi degenera in un massacro a causa di un orso domestico improvvisamente infuriatosi. Il gruppo tenta di intervenire assieme agli elfi per cercare di riportare la calma, ma la situazione senza peggiorare irrimediabilmente. Solo quando l'orso viene ucciso gli altri gnomi sembrano riprendersi.

Evidentemente qualcosa in città non va, e l'impressione è confermata dalla locandiera, la bella Milla, e dal capitano della guardia, il mezzelfo Daer'is. Stando a quanto raccontano da circa un mese gli animali hanno dato segni di irrequietezza e talvolta aperta violenza, tanto che gli elfi hanno chiesto e ottenuto di rilasciare in libertà tutte le creature di taglia superiore ad un gatto. Gli gnomi hanno accettato le disposizioni del Consiglio con profonda contarietà, convando risentimento verso i vicini più fortunati non toccati dal provvedimento e soprattutto con gli elfi. Secondo Milla gli animali stessi non sanno per quale motivo siano soggetti a momenti di furia incontrollata, dando la colpa genericamente alla città. Purtroppo non c'è alcun segno né di malattia di una qualche magia all'opera.

Lord Amaranth, contrariato dall'ennesimo contrattempo, soprattutto in un momento così delicato con la reliquia di Iomedae al seguito, invita tutti a fare i bagagli per partire l'indomani mattina.

14-15 Sarenith 4715, Colline Menador – Saringallow

Il gruppo torna in città dopo un viaggio privo di eventi. Kairos è grato ai suoi salvatori per averlo tratto dal pericolo e si scusa per aver taciuto la sua identità e quella dei suoi uomini. L'arcibarone Fex, entusiasta per le scoperte fatte ma perplesso per le domande rimaste senza risposta, fornisce con grande piacere ai suoi compagi di viaggio le informazioni che cercano, dimostrando una straordinaria abilità nel parlare senza dire niente.

A Saringallow il gruppo si divide: i mercenari si congedano ed intascano il denaro pattuito per le attività di contenimento della minaccia goblinoide, le Reverende Sorelle tornano al Convento, Fex, in compagnia di Amaranth e dei due cavalieri, riceve dal sindaco Trinelli una lettera del littore Ountor con la quale lo invita a raggiungere la Cittadella Dinyar per conferire con lui. L'arcibarone, vieppiù felice dallo svolgersi della situazione, ottiene di poter soggiornare al Convento della Sorellanza e di potersi portare dietro come compagnia (leggi: scorta) le Sorelle che tanto si sono prodigate per la missione. Prima di cena Amaranth torchia il nobile per avere un quadro più chiaro della situazione e benché Fex sia reticente, nella mente dell'inquisitore si delinea un quadro piuttosto chiaro: l'oggetto che hanno scoperto non può che essere una sacra reliquia di Iomedae, trafugata o trasferita a suo tempo dal Cheliax e nascosta in una proprietà semi sconosciuta dei Narikopolus. I misteri tuttavia non sono del tutto svelati, in primo luogo chi o cosa abbia tradito il gruppo rivelando informazioni di questo tenore all'hobgoblin.

La cena al convento, a base di minestrone di tuberi, non aiuta a trovare un nesso.

13 Sarenith 4715, Colline Menador

A metà mattina il viaggio è interrotto dall'improvvisa comparsa di uno splendido katroome di nome Asiclassus. La creatura, incuriosita e infastidita dalla presenza dei viaggiatori, intima loro di fermarsi e spiegare il motivo del loro "sconfinamento". Sia Gregor che lord Amaranth, riconoscendo la creatura, intuiscono le possibilità date dall'incontro inaspettato. Mostrando il dovuto rispetto e mettendo a tacere a tempo debito la lingua dell'halfling, i Sei riescono non solo a farsi indicare la strada più veloce per l'accampamento goblin e quali pericoli si celano sul percorso, ma scoprono anche che pochi giorni orsono altri umani sono stati condotti lungo il sentiero e uno di questi viene descritto esattamente come l'arcibarone Fex.

Ringraziato il katroome per il permesso di passare e dopo avergli assicurato il proprio impegno nell'eliminare la minaccia goblinoide nella foresta, il gruppo prosegue verso nord-ovest sequendo le indicazioni fornite. Lasciano alle loro spalle quel che resta di una vecchia baita di legno abbandonata che, secondo quanto riferito da Asiclassus, è diventata la tana di una magnifica quanto inospitale pianta estiva, e si portano in posizione di sicurezza nei pressi delle rovine di una fortezza dai tratti marcatamente cheliaxiani. La presenza goblinoide al suo interno è evidente.

Lem tenta un diversivo col beneplacito del gruppo (ben intenzionato a toglierselo di torno). Portandosi all'ingresso della fortezza, l'halfling tenta di dar fuoco alle barricate ma l'unica cosa che riesce ad ottenere è allertare i goblin della sua presenza. Tornato indietro ferito ma vivo, viene messo a parte di una sorta di piano: Gregor, Amaranth e Lem andranno in avanscoperta, scalando uno dei muri perimetrali più malconci, quindi ripuliranno la zona e permetteranno agli altri di entrare.

Purtroppo l'assalto in tutta segretezza non è baciato dalla fortuna e i goblin, già in tensione, li scoprono. Lo scontro si protrae per pochi secondi e potrebbe terminare subito se non fosse che un goblin riesce ad avvertire gli occupanti della fortezza. Sfondando la porta, entra in cortile quello che sembra essere il leader del gruppo, un orrido troll  dai lungi artigli che vedendo gli intrusi si lascia trasportare dalla furia.

Lo scontro sembra impari, ma mentre Gregor e Lem si occupano agilmente degli ultimi goblin sopravvissuti, lord Amaranth ricorre ai suoi poteri per sconfiggere il troll. La bestia crolla al suolo e i suoi resti, onde evitare ulteriori problemi, sono inceneriti. 

Dal canile proviene il latrare incessante dei cani goblin, ma a parte questo, la fortezza sembra silenziosa. Amaranth fa riunire gli altri membri del gruppo e poi, dividendo le forze, esplorano ognuno un'area.

L'inquisitore e Fasth entrano nel maniero, trovandolo disabitato. Notano come alcune stanze non sembrano minimamente aver subito la presenza dei goblin. Anzi, la porta che conduce alla sala da pranzo è stata istoriata con dei disegni molto stilizzati ma dal chiaro significato: pericolo! Eppure nella sala non c'è nulla.

Sbarazzatisi dei cani goblin, anche Lucrezia e Morrigan si uniscono ai due. Scendendo nel sotterrano, dopo un rapido incontro con un ragno fin troppo cresciuto, raggiungo quella che sembra essere la ghiacciaia dell'edificio. Qui in condizione di salute quasi eccellenti si trova il barone Fex, che è ben grato di farsi salvare. Dopo aver chiesto la cortesia di essere messo al corrente del destino dei suoi preziosi averi, esce nel cortile centrale con Fasth, scoprendo deliziato la presenza di un halfling da compagnia.

Nel maniero gli altri continuano l'esplorazione. Al primo piano fanno la conoscenza di un'entità spettrale dai modi piuttosto diretti ma dalla memoria labilissima. Lasciatala in pace, proseguono al secondo piano. Qui finalmente si trovano faccia a faccia con Zekras, l'hobgoblin responsabile di tutto, e coi suoi leccapiedi. Lo scontro, piuttosto cruento, termina con la vittoria degli avventurieri. Lucrezia decide quindi di andare in soccorso del cavaliere che il mostro stava torturando e che sembra essere l'ultimo sopravvissuto della spedizione. Per fortuna il giovane cavaliere, che scopriranno da lì a poco essere Kairo Narikopolus, erede dell'arciducato del Menador, è vivo, tuttavia le ferite subite lo hanno messo ko, dunque è impossibile avere da lui alcuna informazione.

Non resta che l'esplorazione della stanza, palesemente murata per nasconderne un pezzo. Con un po' di pazienza e di brutalità Amaranth riesce ad aprirsi un varco nel muro, rivelando che al di là di esso si trova una cappella consacrata, dedicata a Iomedae. Sotto l'altare è presente una cassa di legno di ottima fattura chiusa a chiave, ma protetta con un potente incantesimo sacro. Dopo qualche discussione con Fex si conviene che quello deve essere il motivo della spedizione e che sia più prudente non aprirlo.

Nel frattempo Lucrezia e Morrigan decidono di interagire nuovamente con lo spettro, fornendole la collana di perle che una serva poco fedele nascondeva con altri gioielli e parte dell'argenteria nel doppio fondo di una cassapanca. Il fantasma è grato alla donna per il gesto e in silenzio sparisce alla vista. Sembra che l'entità sia stata esorcizzata, ma essa riappare poco dopo in sala da pranzo per la cena. Il gruppo – affidato il giovane Kairo alle cure di Gregor e Lem – si appresta a partecipare a questa farsa per avere più informazioni dal fantasma, ma la presenza della reliquia turba il non morto che si trasforma sotto i loro occhi e urla disperato prima di smaterializzarsi. I presenti vivono per pochi secondi l'agonia della morte della donna, subendone un trauma.

Comprovata l'inutilità di restare ulteriormente nel maniero, il gruppo abbandona l'edificio e si mette in cammino per tornare nella civiltà.

 

12 Sarenith 4715, Colline Menador

Come il giorno precedente nulla di particolare sembra accadere. Durante il pomeriggio la curiosità di alcuni viene stimolata quando poco lontano dal percorso viene notato uno strano avvallamento del terreno, disceso il quale viene scoperto quel che resta della tana di un dragone. Della creatura non c'è più traccia, ma tra i resti vegetali e le ossa di antiche prede vengono comunque rinvenuti alcuni oggetti appartenuti a dei miliziani di Isger.

Terminata l'esplorazione, il gruppo riprende il cammino verso nord, per poi accamparsi con il sopraggiungere del tramonto.

11 Sarenith 4715, Colline Menador

All'alba il gruppo si mette nuovamente in marcia, diretto sempre più all'interno del bosco, pur continuando a costeggiare il torrente Clover, lungo le cui rive le tracce dei goblin continuano ad essere particolarmente evidenti.

La giornata è priva di eventi e benché qualcuno a sera si chieda l'utilità di viaggiare così a nord seguendo solo delle tracce, alla fine nessuno abbandona l'inseguimento.

10 Sarenith 4715, Saringallow

Prima di congedarsi, Amaranth è affiancato nel suo compito da due delle migliori monache assegnategli da Madre Elen: Lucrezia, che l'uomo ha già avuto il piacere di conoscere la sera precedente, e Morrigan. Il trio si dirige al Municipio per parlare con il Sindaco della situazione.

Presso la casa comunale fervono i preparativi e alcuni avventurieri, halfling e cacciatori di taglie si sono riuniti a seguito del passaparola della sera prima. Il sindaco Trinelli, dopo aver ricevuto Amaranth e le sue donne, ricapitola ai presenti la situazione e presenta l'armigero Algren Fasth, dell'ordine dei Cavalieri Infernali del Divino Artiglio. Al termine del colloquio, dopo alcune defezioni, il gruppo di eroi è costituito e pronto ad indagare le sorti dell'Arcibarone Fex.

Senza perdere ulteriore tempo, i Sei si portano verso il luogo dell'imboscata, non lontano dalla fattoria Escoro. Qui trovano i resti della carovana e dei cavalli e un numero molto elevato di tracce, troll inclusi: una parte si dirige verso la fattoria, un'altra entra nel bosco. Nonostante il parere avverso di Gregor, il gruppo raggiunge la fattoria.

Qui si fa loro incontro Carlo Escoro, il proprietario, intento a custodire le sue greggi di pecore. Parlando con lui il gruppo viene a sapere che Amaranth è vivo grazie al fatto che suo figlio Stefano si è preso la briga di portarlo in città per delle cure, ma non sa nulla di altri sopravvissuti. L'uomo accenna al fatto che i goblin si sono fatti più insistenti negli ultimi giorni, probabilmente attratti dalla floridezza dei suoi animali ma i cani e i cavalli li hanno fatti desistere da intraprendere azioni più violente. Quando gli viene chiesto di poter parlare con il figlio, Carlo si allontana, ma dopo pochi metri – preso dal dovere – manda Charlie a recuperare delle pecore che inavvertitamente si sono portare oltre il torrente.

Quando però il cane si fa loro incontro, le pecore abbandonano il vello e si mostrano per quello che sono: goblin travestiti! L'animale e il padrone, terrorizzati, fuggono verso la fattoria. Altri goblin compaiono dalla boscaglia e si lanciano urlanti contro i nemici. L'imboscata tuttavia è di breve durata, perchè in pochi secondi la minaccia viene neutralizzata.

Fasth, avvicinatosi assieme a Lucrezia ai corpi, dopo averne osservato l'equipaggiamento, realizza che qualcosa o qualcuno stia armando i goblin, per un motivo sconosciuto. Dei troll non c'è alcuna traccia.

Le indagini sono bruscamente interrotte da un nuovo assalto di goblin guidati da quello che sembra il loro leader. Lo scontro è breve e feroce e Gregor, reso incosciente da un pesante colpo di mazza in testa, viene portato alla fattoria Escoro, dove Stefano gli presta delle cure immediate, felice di poter essere d'aiuto agli Eroi di Saringallow.

Nel frattempo Amaranth, direttosi nei boschi da cui proveniva la banda, scopre un piccolo accampamento e delle tracce sospette di piedi goblin, zampe di cani e orme troll. Se seguite conducono al luogo dello scontro con la carovana, ma mentre delle altre si può seguire – anche se con difficoltà – l'itinerario, i segni dei troll sembrano sparire nel nulla di punto in bianco.

Rimessosi Gregor, i Sei decidono di continuare l'esplorazione seguendo il tracciato della strada principale. Raggiungono la Locanda del Salto, il luogo in cui Fasth e gli altri Cavalieri dovevano incontrare l'arcibarone Fex. Qui l'armigero rivela di aver intuito dai discorsi del littore Ountor quale fosse lo scopo della missione: cercare una vecchia proprietà della famiglia Narikopolus nel contado di Saringallow. Cosa o dove sia questa proprietà e il motivo delle indagini gli è sconosciuto.

Consumata la cena e fatto il punto della situazione, il gruppo decide di tornare indietro e cercare con maggior cura ulteriori tracce. Grazie alla fida Scarlett e alla sua infallibile lingua, i Sei seguono il tracciato del torrente Clover e le tracce dei goblin fino alle propaggini delle foreste meridionali delle colline Menador. Qui decidono di riposare e continuare le ricerche il giorno successivo.

9 Sarenith 4715, Saringallow

Il sindaco di Saringallow, Sandra Trinelli, è messa al corrente dei fatti e quando viene contattata anche dagli emissari del Divino Artiglio si impegna a fornire uomini e mezzi per risolvere la situazione, prima che ne vada di mezzo la sicurezza della sua città. L'arrivo inaspettato del giovane Gregor con una taglia da riscuotere le suggerisce un nuovo possibile approccio al problema.

Amaranth si risveglia al monastero della Sorellanza Dorata di Saringallow intenzionato a risolvere quanto prima questa incresciosa faccenda. Madre Elen, la superiora dell'istituto, promette all'emissario dei Thrune di fornire tutta l'assistenza necessaria.

La solita routine degli abitanti è ingentilita dalla inusuale presenza per le strade cittadine di un piccolo halfling in cerca di soldi e di fortuna.

11 Desnus – 8 Sarenith 4715, Longacre – Saringallow

Il lungo e quasi interminabile viaggio lungo l'Iseld e il Conerica subisce una rapida e inaspettata fine quando poco oltre la città di Saringallow, nei pressi della fattoria Escoro, la carovana dell'Arcibarone viene annientata da un'orda goblinoide e alcuni troll.

8 Desnus 4715, Longacre

Lord Valanis Amaranth è ospitato a casa dell'Arcibarone Fex in attesa che si concludano i preparativi per il viaggio.

4 Desnus 4715, Egorian

Lord Valanis Amaranth è convocato a corte per intraprendere una speciale missione: raggiungere la città di Longacre e da qui scortare l'Arcibarone Darellus Fex a Isger, dove dovrà incontrare alcuni rappresentanti dell'Ordine del Divino Artiglio. Ulteriori informazioni non sono dovute.

Al cuore del problema

Vendetta Infernale Dau_d